Quella sensazione di complicità, quel saper leggere dietro le righe, quel fare lo stesso stupido sogno, sapendo ridere di quel sogno e di sé, quel ritrovarsi, dopo i 30 anni,
esattamente le stesse di allora,
di quando si cantava e si rideva e si piangeva a squarciagola,
imbevute di favole e film americani,
quando si era bambine, poi ragazze, poi giovani donne, in quel tempo passato, remoto, oppure l’altro ieri, quando eravamo amiche, semplicemente, come siamo oggi, come saremo sempre.